Una storica padella gigante della sagra esposta sul muro in una piazzetta di Camogli
Una storica padella gigante della sagra esposta sul muro in una piazzetta di Camogli. Foto: Al*from*Lig · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Tra le feste della Riviera di Levante, poche sono legate a un'immagine così precisa come la Sagra del Pesce di Camogli: una padella enorme, montata nella piazza affacciata sul porticciolo, in cui si frigge pesce fresco per migliaia di persone. Dietro questo spettacolo c'è però una storia di devozione marinara e di comunità, che rende la giornata qualcosa di più di un semplice appuntamento gastronomico. Camogli si trova sul lato occidentale del promontorio di Portofino, ed è raggiungibile da Moneglia in treno lungo la linea costiera verso Genova, in giornata.

Una festa nata nel 1952

La sagra nasce nel 1952, in occasione della festa di San Fortunato, patrono dei pescatori di Camogli. L'idea, raccontano le cronache locali, fu dell'avvocato Filippo Degregori, che pensò di friggere il pesce appena pescato in piazza per accogliere i turisti che sbarcavano dai battelli. Quello che era nato come un gesto spontaneo di ospitalità ebbe un successo tale da diventare, in pochi anni, una tradizione. Qualche anno più tardi due pescatori del paese, Lorenzo Viacava detto "o Napoli" e Lorenzo Gelosi detto "Cen", rilanciarono l'iniziativa proponendo di costruire una padella di dimensioni mai viste, capace di friggere quantità record di pesce.

La padella gigante

La padella è diventata il simbolo della festa e, in un certo senso, di Camogli stessa. Quella utilizzata oggi misura circa 3,80 metri di diametro e viene montata nella piazza davanti al porticciolo. Il momento della frittura è il cuore della giornata: il pesce viene cotto a più riprese per ore, tra il fumo, il profumo dell'olio caldo e la curiosità di chi osserva il lavoro dei volontari. Prima che il fuoco venga acceso, la padella e il pesce ricevono la benedizione. Le padelle delle edizioni passate non sono state dimenticate: una delle più vecchie, di circa quattro metri di diametro e con un manico di sei, è esposta in Largo Luigi Simonetti, all'estremità della passeggiata opposta al porticciolo.

San Fortunato, processione e falò

La sagra conserva un forte legame religioso con il santo patrono. La festa si svolge nell'arco di più giorni attorno alla seconda domenica di maggio. Il sabato sera le vie del paese sono attraversate dalla processione solenne con la cassa di San Fortunato, accompagnata dai grandi crocifissi processionali delle confraternite, secondo una tradizione diffusa in tutta la Liguria. Seguono i fuochi d'artificio sul mare e, a tarda sera, l'accensione dei tradizionali falò dei quartieri sulla spiaggia, preparati dai rioni di Porto, Pinetto e Risseu e coordinati dall'associazione culturale dedicata al santo: sono grandi costruzioni di legna, su cui i quartieri lavorano a lungo, e vederle bruciare è uno dei momenti più attesi. La frittura della domenica è quindi il culmine di una festa che unisce fede, lavoro del mare e senso di appartenenza.

Camogli, del resto, è un paese profondamente legato al mare: per secoli è stato un borgo di armatori e marinai, e le sue case alte e colorate affacciate sul porto raccontano ancora oggi quella storia. Partecipare alla sagra significa vederlo nel momento in cui tutta la comunità si ritrova in piazza.

Come vivere la giornata

Nei giorni della sagra Camogli è molto frequentata e le strade del borgo si riempiono presto: il treno è senza dubbio la scelta più comoda, perché evita la ricerca di un parcheggio in un paese già stretto tra mare e collina. Conviene arrivare in mattinata, fare una passeggiata sul lungomare e nel porticciolo prima che la folla aumenti, e mettersi in coda per il pesce con un po' di pazienza. Con i bambini può essere utile scegliere un punto di ritrovo facile da riconoscere, perché nella piazza e sul lungomare la folla è fitta.

Chi ha tempo può completare la giornata con una passeggiata nel centro di Camogli o, nella bella stagione, con un'uscita in battello verso San Fruttuoso, raggiungibile solo via mare o a piedi. Il ritorno verso Moneglia avviene in treno, e chi soggiorna a Casa Jeanmarc ritrova la quiete del centro storico dopo una giornata vivace.

Date precise, programma delle celebrazioni religiose, orari della frittura ed eventuali modalità di distribuzione cambiano di anno in anno: per organizzarsi al meglio è bene consultare i canali ufficiali del Comune di Camogli e degli organizzatori della sagra nelle settimane che precedono la festa.

Dormire vicino alle feste

Se venite per una festa in Riviera, avere una casa tutta vostra cambia la serata: si rientra quando si vuole. Tre camere, cucina attrezzata, animali ammessi.