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Spiritualità

L’Abbazia di San Fruttuoso, una baia fuori dal tempo.

Tra Camogli e Portofino, un complesso monastico millenario in fondo a un’insenatura senza strade, dove si arriva solo a piedi o dal mare.

Via mare o a piedi Bene FAI
L’abbazia di San Fruttuoso affacciata sulla sua baia, con la torre fra la macchia mediterranea
Abbazia di San Fruttuoso.

Monastero benedettino del X secolo custodito dal FAI, incastonato in una baia incontaminata del promontorio di Portofino. È raggiungibile solo via mare o tramite sentieri trekking immersi nella macchia mediterranea.

Un’abbazia senza strade

L’Abbazia di San Fruttuoso sorge in una piccola baia del promontorio di Portofino che nessuna strada raggiunge. Si arriva in battello, con i servizi stagionali che toccano i paesi della costa, oppure a piedi lungo i sentieri del Parco di Portofino.

Proprio l’isolamento ha preservato l’atmosfera del luogo: l’abbazia, la spiaggia e poche case di pescatori, racchiuse tra il bosco e il mare.

Arrivando dal mare, il complesso appare all’improvviso in fondo all’insenatura, con le sue arcate che si specchiano nell’acqua. A piedi, invece, il sentiero attraversa boschi e macchia mediterranea prima di scendere verso la spiaggia.

Dieci secoli di storia

Secondo la tradizione le origini risalgono all’VIII secolo, quando il vescovo Prospero di Tarragona giunse qui con le reliquie di san Fruttuoso. L’edificio attuale nasce attorno alla metà del IX secolo e fu ricostruito tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo, con il sostegno dell’imperatrice Adelaide di Borgogna.

Nei secoli successivi il complesso fu legato alla famiglia Doria: nel XIII secolo fu aggiunto l’edificio con la loggia verso il mare, e nel XVI secolo fu ricostruito il chiostro superiore. Oggi si visitano la chiesa, i chiostri e le sale del monastero.

La Torre Doria e il FAI

Sopra la baia si alza la Torre Doria, eretta nel 1562 dagli eredi di Andrea Doria per difendere l’insenatura dalle incursioni dal mare.

Nel 1983 la famiglia Doria Pamphilj ha donato l’abbazia al FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, che ne cura la conservazione e vi organizza visite e iniziative culturali.

Durante l’anno l’abbazia ospita anche concerti e appuntamenti culturali: per il calendario fate riferimento ai canali ufficiali del FAI.

Il Cristo degli Abissi

Nelle acque della baia, a circa 17 metri di profondità, riposa il Cristo degli Abissi, statua in bronzo dello scultore Guido Galletti posata nel 1954. Rivolta verso la luce con le braccia aperte, è dedicata a chi ha perso la vita in mare e ricorda Dario Gonzatti, pioniere dell’immersione subacquea.

La statua è meta di subacquei e, con il mare calmo, si intravede anche dalla superficie. Da Casa Jeanmarc, nel centro di Moneglia, la gita a San Fruttuoso occupa una giornata intera e si abbina bene a una sosta a Portofino.

Consigli pratici

  • I battelli per San Fruttuoso sono stagionali e dipendono dalle condizioni del mare: verificate orari e tariffe sui canali ufficiali delle compagnie.
  • Per aperture e biglietti dell’abbazia consultate il sito ufficiale del FAI.
  • Se scegliete i sentieri del Parco di Portofino, portate acqua e scarpe da trekking.
  • Per immersioni al Cristo degli Abissi rivolgetevi a centri diving autorizzati e rispettate le regole dell’Area marina protetta.